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venerdì 25 maggio 2018

Attualità sabato 28 aprile 2018 ore 14:32

Primo maggio, manifestazione nazionale a Prato

Sono attese settemila persone per la grande manifestazione del primo maggio organizzata da Cgil, Cisl e Uil. In piazza Camusso, Furlan e Barbagallo



PRATO — "Gli infortuni sul lavoro tornano a crescere, quelli mortali nei primi mesi dell'anno sono stati più di duecento, e tutto questo accade nel momento in cui economia e produzione sono in lenta ripresa. Siamo quindi di fronte ad un'emergenza che ci interroga sul legame tra condizioni di lavoro e modello di sviluppo e innovazione". 

È quanto dichiara Franco Martini, segretario confederale della Cgil, in occasione della Giornata internazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro. 

"Abbiamo scelto la città di Prato per la manifestazione nazionale di quest'anno perché rappresenta una realtà industriale simbolica, purtroppo più volte all'onor della cronaca per gravi incidenti. Invitiamo i lavoratori e le lavoratrici - conclude Martini - a partecipare ai cortei in tutta Italia, perché la sicurezza è il cuore del lavoro".

Alle 10 il ritrovo è in piazza Mercatale con partenza del corteo che percorrerà via San Silvestro, piazza San Marco, viale Piave, piazza S. Maria delle Carceri, piazza San Francesco, via Ricasoli, via Cesare Guasti e via Luigi Muzzi. 

Alle 12 arrivo in piazza del Duomo si terrà il comizio conclusivo dei tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Sarà presente al corteo del 1º Maggio  anche il Gonfalone della regione Toscana. Al centro delle celebrazioni della Festa dei Lavoratori di quest'anno la salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, tema sempre tragicamente di attualità, come ricordano le cronache di queste ultime settimane anche in Toscana. 

"Morti bianche e infortuni sul lavoro non accadono per fatalità - afferma il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in vista del 1º Maggio e nella Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro - ma per lassismo e noncuranza, di cui è responsabile anzitutto la classe dirigente, quella datoriale e quella che ha ruoli di direzione istituzionale. Siamo ormai in presenza di una vera e propria mattanza dei lavoratori. Chiamerò, per quel che mi compete, ciascuno alle proprie responsabilità. In generale, laddove si lavora con impegno la mortalità si riduce fino ad azzerarsi. E questo deve essere fatto ovunque"



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