Cronaca

Abusi sessuali durante le sedute di idrocolonterapia

Un uomo al centro delle indagini per presunte violenze sessuali su almeno 12 donne avvenute nello studio medico della moglie, anche lei indagata

Nello studio medico gestito dalla moglie, avrebbe messo in atto violenze sessuali nei confronti di almeno 12 donne durante sedute di idrocolonterapia. 

Le indagini, dirette dalla procura e condotte dalla squadra mobile, nel Dicembre scorso avevano portato il giudice per le indagini preliminari all'applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di un uomo indagato insieme alla donna anche per l'esercizio abusivo dell'attività medica.

Gli approfondimenti investigativi condotti nei 7 mesi seguenti hanno adesso portato ad un avviso di conclusione delle indagini preliminari, emesso in esito all'interrogatorio dei due indagati.

L'uomo, secondo quanto ricostruito dalla Procura e riportato in una nota dello stesso ufficio, "Risulterebbe aver consumato condotte di violenza sessuale in pregiudizio di almeno 12 pazienti, di sesso femminile, di età compresa tra i 30 e i 59  anni, che hanno assunto atteggiamento di collaborazione, trovando il coraggio di denunciare gli abusi sessuali".

Come evidenziato da due consulenti tecnici nominati dalla procura, le procedure di breath test e Idrocolonterapia, pubblicizzate dalla titolare dello studio attraverso i social network, sono di stretta pertinenza sanitaria, la cui titolarità è attribuibile alla figura medica per quanto concerne la fase prescrittiva e interpretativa e al personale sanitario qualificato (infermiere o tecnico di laboratorio) per ciò che attiene alla fase esecutiva. 

L'uomo, secondo quanto accertato dalla Procura, non avrebbe potuto praticare queste procedure, in quanto risultato privo di titolo abilitante e di specifiche competenze professionali.

Nei confronti dell'uomo, attualmente sottoposto ad obbligo di dimora e ad obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, la procura procede con le ipotesi di reato di esercizio abusivo della professione medica e di violenza sessuale aggravata.

Per la titolare dello studio l'accusa è di esercizio abusivo della professione, "Per aver determinato e diretto l'attività di chi ha concorso nell'attività abusiva".