Cronaca

Rissa per la fila alla questura, 5 arresti

Indagini dopo un episodio di violenza nei pressi dell'ufficio immigrazione. L'ipotesi della procura: "Fino a 1500 euro assicurarsi un posto in coda"

5 persone sono state arrestate in seguito ad una rissa scoppiata nel parcheggio adiacente alla Questura di Prato, in via Berlinguer. Il fatto è accaduto nel primo pomeriggio del 30 Agosto, intorno alle 14,30. 

Secondo quanto riferito dalla Procura in una nota, la colluttazione avrebbe visto coinvolti 5 cittadini stranieri, tre cinesi e due peruviani, e sarebbe scoppiata per motivi legati alla priorità nella fila d'attesa per accedere, nella successiva giornata, all'ufficio Immigrazione.

L'attività, secondo l'ipotesi della procura, "Si inquadra nelle investigazioni in corso volte a individuare e neutralizzare l'attività di coloro che si ritiene organizzino attività di indebita intrusione nella gestione degli accessi all'ufficio immigrazione della Questura di Prato funzionali a ottenere il permesso di protezione internazionale".

Le risultanze investigative indurrebbero infatti a ritenere che, a fronte di compenso di denaro, variabile da 1000 euro a 1.500 euro alcuni soggetti "Impongano nella fila propri collaboratori per conto prevalentemente dei richiedenti di origine sinica, così consentendo loro di ottenere una posizione utile al momento dell'apertura degli uffici, a discapito di coloro che si inseriscono nella fila senza sottostare al pagamento imposto".

Così facendo, sempre secondo l'ipotesi investigativa, questi impedirebbero o comunque ritarderebbero l'accesso al servizio - svolto ogni lunedì e limitato a 10 persone per sessione- agli utenti che non si adeguano.

Proprio questa "Attività di condizionamento", secondo la procura, avrebbe generato "Sondotte violente come quella accaduta il 30 agosto scorso, che ha portato all'arresto dei cinque stranieri". 

L'arresto, convalidato dal Tribunale di Prato, è stato effettuato dalla Polizia di Stato, il cui intervento ha consentito di sedare la rissa.

I cinque cittadini arrestati, spiega inoltre la Procura, sarebbero risultati regolari sul territorio nazionale e per questo "Non hanno potuto motivare la loro presenza tra gli stranieri in attesa per la richiesta di protezione internazionale".

L'attenzione degli inquirenti resta alta. La procura spiega che continueranno ad essere predisposti dei servizi esterni questura, al fine di individuare eventuali responsabili di episodi di turbativa dell'ordine e della sicurezza pubblica durante le fasi di afflusso agli uffici per la richiesta di protezione internazionale.