Un telefonino rimpiattato in una crepa sul muro di una cella, un altro in una botola dei cavedi progettati per chiudere e sigillare le aperture tecniche degli impianti: i dispositivi, non i primi, sono stati ancora una volta trovati nel penitenziario della Dogaia a Prato.
Entrambi dotati di scheda Sim, sono stati rinvenuti grazie al forte segnale che emettevano e che è stato rilevato nel corso dei controlli dai sofisticati strumenti di rilevazione proprio per apparati telefonici.
"Da Settembre 2024 - dà conto la procura di Prato in una nota firmata dal procuratore Luca Tescaroli - sono stati rinvenuti e sequestrati ad oggi 70 telefoni cellulari, di cui 43 nel solo 2025, ulteriori Imei risultano tuttora attive corrispondenti ad altrettanti apparecchi, sia nell'Alta che nella Media Sicurezza".
"Più detenuti in Alta Sicurezza sono risultati gestire propri profili Tik Tok", si legge ancora.