Sole e bel tempo, una meraviglia col suo rovescio della medaglia. Sì perché, mettono in guardia i meteorologi del consorzio Lamma, la persistenza dell’anticiclone e quindi l’assenza di vento e la compressione dell’aria dall’alto verso il basso, favoriscono il ristagno degli inquinanti nelle pianure e nei fondovalle.
A livello nazionale epicentro del fenomeno è la Pianura Padana, ma anche la Toscana ha le sue zone critiche che sono le aree tra Firenze, Prato e Pistoia nonché la piana lucchese.
Il servizio Copernicus Ue traduce tutto nella mappa qui sotto, diffusa dal Lamma e che mostra la concentrazione in Toscana del Pm10, il particolato fine.
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"Ricordiamo - sottolineano gli esperti - che il Pm10, come il Pm2.5, sono polveri sottili (particolato atmosferico) sospese nell'aria che respiriamo. Le fonti principali sono legate all'attività umana e a fenomeni naturali, quindi il traffico veicolare (gas di scarico da motori Diesel, ma anche usura di freni e pneumatici), riscaldamento domestico con stufe a legna o pellet, industria e agricoltura, incendi e polvere del deserto".