Cronaca Domenica 18 Ottobre 2026 ore 16:22
Frode fiscale e imprese "cartiere", sequestro per 160mila euro

L'indagine della guardia di finanza, partita dalla Sardegna, ha toccato anche la provincia di Prato. Il decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip
CAGLIARI — La Guardia di finanza di Cagliari ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip su richiesta della Procura, per un valore di 160mila euro.
Le indagini, condotte dal nucleo di polizia economico - finanziaria di Cagliari, hanno riguardato un presunto sistema di frode fiscale che sarebbe stato attuato, tra il 2020 e il 2023, da una società con sede nel capoluogo sardo, operante nel commercio di capi di abbigliamento, mediante il ricorso a tre imprese “cartiere” con sedi nelle province di Oristano, Milano e Prato, destinatarie di provvedimenti di chiusura d’ufficio delle relative partite Iva da parte dell’Agenzia delle entrate in quanto risultate di fatto inattive.
Queste società, secondo quanto ricostruito dalle fiamme gialle, sarebbero state dedite alla sistematica emissione di fatture relative a operazioni in tutto o in parte inesistenti.
Gli approfondimenti avrebbero consentito di ricostruire l’utilizzo, da parte dell’imprenditore, di costi documentati attraverso fatture emesse dalle imprese coinvolte per un ammontare complessivo di circa 450mila euro, che sarebbero stati contabilizzati allo scopo di ridurre artificiosamente il reddito imponibile e, conseguentemente, le imposte dovute all’erario.
Secondo quanto emerso dall'analisi delle scritture contabili delle 4 società coinvolte, gran parte delle fatture sarebbe stata regolata in contanti, mediante pagamenti di importo inferiore alla soglia prevista dalla normativa valutaria vigente.
Sulla base degli elementi probatori sinora raccolti, all’imprenditore è stato contestato il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Nei confronti della società è stata inoltre ipotizzata la responsabilità amministrativa dell’ente in relazione al reato tributario contestato.
Il provvedimento cautelare ha interessato disponibilità finanziarie rinvenute sui conti correnti della società e dell’imprenditore, nonché un terreno edificabile facente parte del patrimonio societario.
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