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Cronaca Mercoledì 04 Marzo 2026 ore 11:30

Detenuti in rivolta per impedire il sequestro di droga

Il carcere della Dogaia a Prato
Il carcere della Dogaia a Prato

Ancora violenze nel carcere della Dogaia: sommossa di 60 reclusi mentre gli agenti tentavano di recuperare involucri con dentro stupefacenti



PRATO — Gli agenti di polizia penitenziaria hanno sorpreso due giovani mentre lanciavano plichi con dentro la droga oltre il muro di cinta del carcere della Dogaia, ma quando sono intervenuti per recuperarli una sessantina di detenuti hanno dato vita a una rivolta per impedire la loro azione.

Ancora violenze nel penitenziario di Prato dove non si arresta l'illegalità contro cui ultimamente si sono ripetute azioni di contrasto anche massicce da parte delle forze dell'ordine sotto la regia della procura di Prato.

E proprio una nota siglata dal procuratore Luca Tescaroli dà conto oggi di nuovi episodi legati a traffici di droga e di telefoni cellulari, con tanto di rivolta il 28 Febbraio scorso.

I lanci dei tre involucri contenenti stupefacenti erano avvenuti verso le una e un quarto, in pieno giorno quindi, da parte di un ragazzo tunisino di 20 anni e di un altro italiano di un anno più giovane. I plichi erano stati indirizzati oltre il muro di cinta verso il campo da calcio dove si trovavano detenuti della sesta sezione. L'intervento di recupero e sequestro da parte della polizia penitenziaria è stato osteggiato da circa 60 detenuti che si sarebbero coalizzati dando vita a una rivolta in cui gli agenti sono stati numericamente sovrastati.

Secondo la procura, l'episodio dimostrerebbe "come i detenuti siano nelle condizioni di controllare la vita in seno alla struttura carceraria pratese", anche a fronte "di una significativa carenza di organico" tra gli agenti. 

Nei confronti dei giovani presunti fornitori di stupefacenti sono state effettuate perquisizioni domiciliari che hanno portato al sequestro di oltre 288 grammi complessivi di hashish, un bilancino e materiale per il confezionamento a casa del 20enne e di ulteriori 36 grammi circa di cannabinoidi a casa del 19enne. Il ragazzo tunisino è stato arrestato e collocato ai domiciliari.


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