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Cronaca Giovedì 14 Maggio 2026 ore 19:00

Rapito e torturato per 10mila euro

Le indagini scattate dopo la denuncia di un parente, poi il blitz della polizia per liberare l'uomo. Quattro persone arrestate



PRATO — Sequestro di persona, tortura, rapina aggravata e lesioni personali aggravate. Sono le accuse che hanno portato all'arresto di 4 uomini di origine pakistana tra i 37 e i 59 anni,  destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Firenze.

I fatti sarebbero avvenuti a Prato tra il 31 Gennaio e il 2 Febbraio scorsi quando, secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, un uomo connazionale dei 4 arrestati sarebbe stato sequestrato, torturato e minacciato anche di morte per un presunto debito di 10mila euro. 

Le indagini sono scattate nella serata del 1 Febbraio 2026, con la denuncia presentata da un familiare che avrebbe riferito di essere venuto a conoscenza, tramite alcuni congiunti residenti in Pakistan, del rapimento del proprio parente, avvenuto la sera precedente ad opera di alcuni connazionali. Secondo quanto dichiarato in fase di denuncia, la vittima sarebbe stata trattenuta contro la propria volontà e sottoposta a ripetute violenze fisiche e a gravi minacce, anche di morte, finalizzate a ottenere il pagamento di 10mila euro, somma indicata dai sequestratori come restituzione di un presunto debito.

Nel corso delle indagini è emerso che i presunti sequestratori, attraverso una videochiamata, avrebbero contattato il padre della vittima, residente in Pakistan, pretendendo la restituzione della somma di denaro già estorta all’uomo per ottenerne la liberazione, minacciando di proseguire le violenze nei suoi confronti fino all’integrale pagamento dell’importo richiesto.

A seguito delle informazioni fornite in sede di denuncia, i poliziotti della Questura di Prato sono riusciti a ricondurre la vicenda all’ambiente di lavoro della vittima, individuando, attraverso un’attività di monitoraggio dei luoghi da lui frequentati, il luogo in cui veniva trattenuto contro la sua volontà. 

La mattina del 2 Febbraio è quindi scattata l'irruzione dei poliziotti, che hanno liberato l'uomo.

Le ulteriori attività di indagine successivamente svolte su delega della Procura di Firenze, consistite nell’audizione di persone informate sui fatti, nell'analisi dei dispositivi elettronici, negli accertamenti documentali e nei riscontri investigativi incrociati, hanno consentito di delimitare con precisione il quadro indiziario, ricostruendo ruoli, condotte e responsabilità dei soggetti ritenuti coinvolti e portando alle misure cautelari.


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