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Economia Venerdì 15 Maggio 2026 ore 15:21

Oltre 7mila negozi spariti in 10 anni

I dati emergono dall’Osservatorio reciprocità e commercio locale di Nomisma. Cala il numero delle attività ma aumentano gli addetti



TOSCANA — Nel giro di 10 anni la Toscana ha perso oltre 7mila negozi di vicinato. Un saldo negativo che ha portato a poco più di 81mila gli esercizi attivi contro gli oltre 88.300 del 2015. I dati emergono dalla prima edizione dell’Osservatorio reciprocità e commercio locale di Nomisma e si inseriscono all'interno di un quadro nazionale che segue lo stesso trend, seppur in maniera diversificata tra le varie province e settori.

In Italia, tra il 2015 e il 2025 sono scomparsi oltre 86mila negozi di vicinato, con un calo del -6,7%. In Toscana il saldo negativo è di 7.149: un calo dell'8,1%,

Tra il 2015 e il 2025 è Pisa ad aver pagato il prezzo più alto in termini assoluti (-1.367 esercizi commerciali in meno rispetto al 2015) ma la situazione risulta negativa anche a Firenze (con un saldo negativo di 956), Massa Carrara (-942) e Lucca (-923). In termini percentuali, è però Massa-Carrara ad aver fatto registrare la contrazione più marcata (con un calo del 16,3%), precedendo nella graduatoria regionale Pisa (-13,8%), Arezzo (-11,4%) e Siena (-10,6%). Più contenuta la flessione a Firenze (-4,4%).

La contrazione della rete distributiva non va però di pari passo con il numero degli addetti, dove il saldo è invece positivo con un aumento del 19,5% rispetto al 2015 e con vette del +25,2% a Firenze, +21,7% a Prato, +21,4% a Grosseto e del +20,8% a Livorno. La crescita più contenuta, invece, si registra a Massa-Carrara (+6,3%) e Pistoia (+8,2%).

Nel complesso, gli addetti che operano nei negozi di prossimità della Toscana negli ultimi 10 anni sono aumentati di oltre 30.900 unità e nel 2025 risultano essere più di 190.500.

La perdita di negozi di vicinato riguarda in particolare i settori cultura e svago e tessile, abbigliamento e accessori (in calo sia per numero di esercizi sia di addetti), insieme a comparti tradizionali come ferramenta, gioiellerie, mobili e alimentari. Segnali più positivi emergono invece dal commercio di articoli per l’edilizia e da quello legato alla cura della persona. È però la ristorazione a confermarsi il principale motore di crescita, con aumenti sia nel numero delle imprese attive sia degli addetti.

Secondo quanto emerge dall'analisi di Nomisma, per i negozi di prossimità toscani “sopravvissuti” i ricavi sono aumentati in media del 37,8%. Spiccano Pisa (+57,1%), Siena (+51,6%), Arezzo (+48,0%) che si piazzano ben al di sopra della media regionale e nazionale.

per quanto riguarda i prezzi di compravendita dei negozi, in regione si registra un calo generalizzato tra il 2015 e il 2025, con Pistoia che fa segnare un calo del 28,5% contro il -22,0% di Siena e il -21,9% di Livorno. A Firenze la flessione è stata del -19%.

Relativamente all’andamento dei canoni di affitto dei negozi, infine, l’incremento maggiore in questi ultimi 10 anni si rileva a Lucca (+16,7%), seguita da Grosseto (+12,6%) e Massa-Carrara (+9,1%). Tra i territori in controtendenza spiccano Pistoia, che fa segnare un -7,5%, Firenze (-3,0%) e Siena (-2,4%).


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