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La sfida dei cantucci di Prato

Cake Star ha lanciato la sfida alla patria dei cantuccini e Prato ha risposto con tre delle sue migliori pasticcerie ma solo una di loro ha vinto



PRATO — Un trionfo di colori e di sapori, ahimè per noi telespettatori solo immaginati, quello in onda nel programma “Cake Star” su Real Time (canale 31). I giudici e conduttori, Katia Follesa e Damiano Carrara, hanno assaggiato e valutato anche per noi le delizie proposte da tre pasticcerie della città di Prato: la storica Pasticceria Betti rappresentata da Chiara, la Pasticceria Guastini di Alessio e la Pasticceria Vella Cafè di Marco. In base alle categorie location, cabaret di paste e il cosiddetto “pezzo forte”, un dolce studiato per stupire e convincere il palato dei giudici, ogni concorrente accumulerà un punteggio al quale si sommeranno i voti dati da Damiano, determinanti per il risultato finale. E’ stato Damiano a scegliere anche il tema oggetto del Bonus per ottenere punti extra: il cantuccino di Prato con tutte le sue declinazioni varie ed eventuali.

Alessio Guastini ha accolto il gruppo nell’omonima pasticceria insieme a Lucrezia, sua collaboratrice pasticcera intenta a preparare bellissimi dolcetti. La particolarità del locale sta proprio nel proporre un’ampia gamma di colorati dolci americani, dal cupcake, al red velvet cake, alla rainbow cake che ha stimolato la curiosità di Katia. Strati di torta colorati (con coloranti, o con frutta) a mo’ di arcobaleno e ogni strato è separato da una crema candida che richiama le nuvole in cielo, Katia è rimasta molto soddisfatta con gli occhi e col gusto. Anche gli altri concorrenti hanno assaporato con attenzione le proposte di Alessio che è molto orgoglioso del percorso fatto partendo da zero con la moglie. In poco tempo sono riusciti a conquistare uno spazio nelle migliori guide del settore con alcune idee vincenti fra cui quella dei cantuccini snack: il cantuccio, di pistacchio o di mandorla, viene lasciato a bastoncino e non tagliato a fette e insaccato così com’è pronto a essere morso in ogni momento della giornata.

Chiara e Davide della pasticceria Betti, si sono conosciuti alla scuola alberghiera e non si sono più lasciati. Ora mandano avanti la storica attività di famiglia e hanno 4 figli. L’energia di Chiara e la sua voglia di fare animano il locale specializzato in corsi di pasticceria per bambini. In questo momento, non potendo fare corsi in presenza, hanno realizzato dei kit da asporto con tutto il necessario per sfornare fantasiosi biscotti in famiglia. Il cantuccino, oggetto del bonus, è servito qui nella sua ricetta tradizionale ma accompagnato da una crema al caffè. I concorrenti hanno valutato con attenzione ogni morso e Marco è rimasto colpito dalla perfezione della pasta fedora ma i bignè del bongo sono risultati ‘sciocchi’ come si dice in Toscana ‘senza sale’. Il bongo, meglio conosciuto come profitterol nel resto dello stivale, a Prato è detto anche ‘palle di ciuco’ ha confessato scherzando Chiara. Anche il suo pezzo forte, ‘il cuore’, come pure il dolce lievitato da Alessio, non ha purtroppo superato la prova del ‘pezzo forte’.

Da Marco restavano da provare i cantucci personalizzati. Infatti alla pasticceria Vella, si realizzano cantuccini ad hoc per ogni preferenza. Gianluca, il pasticcere, è il migliore amico di Marco dai tempi della scuola alberghiera e lavorano insieme e in sintonia da tanti anni. Come pezzo forte Marco propone il ‘vellino’, un mix di profitterol e millefoglie caramellato, due specialità pratesi unite in una. Anche il suo tentativo si scontra con il giudizio severo di Damiano che però gli conferisce il premio per i cantucci personalizzati qui serviti con una strepitosa crema al vinsanto. La ‘perla pratese’, una cheesecake con gelatini di fichi, riscuote pure molto successo sia per il sapore degli ingredienti che per la tecnica che presuppone.

Nell’insieme è proprio la Vella di Marco a convincere di più e ottenere il titolo di migliore pasticceria di Prato che per fortuna non è solo “città dello sconforto dove o piove o tira vento o suona a morto!”.

Elisa Cosci
© Riproduzione riservata

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