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martedì 16 ottobre 2018

Cronaca martedì 21 marzo 2017 ore 14:05

Traffico europeo di coca a conduzione familiare

Sono quasi tutti cugini i membri della banda che trafficava droga tra Italia, Albania e Germania. Nove gli arrestati. Lo spaccio tra Firenze e Prato



FIRENZE — La cocaina e la marijuana arrivavano a Firenze in piccole partite, spesso nascosto a bordo di auto spacciate per veicoli destinati all'esportazione nei paesi extra europei. Era questo il modus operandi dell'organizzazione criminale smantellata dai carabinieri che aveva messo in piedi un triangolo dello spaccio tra Albania, Germania e Italia. Undici le ordinanze di custodia cautelare disposte dal gip di Firenze su richiesta della Dda: nove, otto albanesi e un italiano, sono stati arrestati, due sono ricercati in Germania e Albania. Sette di loro sono uniti da legami di sangue. Sono infatti cugini. 

La droga era destinata ai mercati di Firenze e Prato e, è stato scoperto, arrivava con spedizioni piccole ma frequenti. La macchina messa in piedi dall'organizzazione era pensata per evitare il più possibile i controlli. I corrieri della droga erano, infatti, componenti della banda incensurati. Le spedizioni venivano coperte con impieghi di facciata, in particolare con il trasporto di auto destinate all'importazione extra Ue. Il gruppo usava auto che venivano acquistate in Germania, intestate al corriere e dotate di una targa prova, necessaria per l'esportazione in Albania. Durante il viaggio per imbarcarsi a Brindisi, i corriere consegnavano le partite, fatte arrivare in Germania dai paesi Bassi, ai referenti su Firenze e Prato.

Non solo. Per paura di essere pedinati dalle forze dell'ordine, i corrieri si mandavano messaggi contraddittori oppure usavano stratagemmi come improvvise inversioni di marcia, più giri alle rotatorie, passaggi col semaforo rosso. 

Il capo dell'organizzazione era un 32enne albanese, detto il 'Moro', nome poi scelto per battezzare l'intera operazione. Dopo l'arresto di un complice, l'uomo che prima viveva a Firenze, dopo l'arresto di un complice si era trasferito nella cittadina di Erfstadt, in Germania, diventata la nuova base decisionale del gruppo. 

Nel corso delle indagini, i carabinieri sono riusciti ad intercettare alcuni carichi, arrestando in flagranza i corrieri. Un trasporto è stato intercettato il 24 marzo 2016 a Dicomano, dove in manette è finito un 32enne albanese trovato in possesso di 100 grammi di cocaina; un secondo sequestro è stato effettuato il 30 marzo 2016 a Campi Bisenzio. Qui a cadere nella rete dei militari è stato un 38enne residente a Borgo San Lorenzo, unico italiano in organico alla banda. In suo possesso è stato trovato un chilo e mezzo di cocaina.

Poi, il 1 settembre 2016, un altro rinvenimento, stavolta a Prato. A finire in manette è stato un corriere di nazionalità albanese di 40 anni. Con sé aveva 19 chili di marijuana, tutti nascosti all’interno della cabina del camion. Sempre a Prato è stato individuato anche un 30enne marocchino, in possesso di regolare permesso di soggiorno, anche lui tratto in arresto nel corso dell’operazione. Le indagini hanno appurato che egli acquistava dal gruppo albanese, con regolarità, la cocaina che poi spacciava al dettaglio nella zona di Prato.

L'organizzazione non si occupava solo di rifornire gli spacciatori, ma anche alcuni selezionati consumatori diretti a cui la droga veniva consegnata a domicilio, nelle cassette della posta.

Servizio di Dario Pagli


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