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Sabato 21 Febbraio 2026

DISINCANTATO — il Blog di Adolfo Santoro

Adolfo Santoro

Vivo all’Elba ed ho lavorato per più di 40 anni come psichiatra; dal 1991 al 2017 sono stato primario e dirigente di secondo livello. Dal 2017 sono in pensione e ho continuato a ricevere persone in crisi alla ricerca della propria autenticità. Ho tenuto numerosi gruppi ed ho preso in carico individualmente e con la famiglia persone anche con problematiche psicosomatiche (cancro, malattie autoimmuni, allergie, cefalee, ipertensione arteriosa, fibromialgia) o con problematiche nevrotiche o psicotiche. Da anni ascolto le persone in crisi gratuitamente perché ritengo che c’è un limite all’avidità.

​Complottismo o capitalismo globale?

di Adolfo Santoro - Sabato 21 Febbraio 2026 ore 08:00

L’ex-principe Andrea è stato arrestato in Gran Bretagna, è stato interrogato per dodici ore e poi rilasciato; è accusato di aver condiviso, quando era emissario commerciale del governo di Londra in Asia, informazioni riservate con Jeffrey Epstein (il faccendiere accusato di abusi sessuali e traffico di minori e attualmente sospettato di aver organizzato un sistema di ricatti in quella che si sta sempre più rivelando una cupola che coinvolge molti dei potenti del mondo). Il fratello, re Carlo III, ha commentato: La giustizia faccia il suo corso, la famiglia reale continuerà a svolgere il suo dovere; qualche giorno fa il premier britannico, Keir Starmer, ha affermato: nessuno è al di sopra della legge nel Regno Unito. Potremo continuare a dire che anche in Italia nessuno è al di sopra della legge se il potere giudiziario viene assoggettato al potere esecutivo come sembra volere la fazione che vuole la separazione delle carriere dei magistrati?

La procura di Milano ha messo sotto inchiesta il colosso spagnolo Glovo per caporalato: i loro rider erano retribuiti con 2,50 euro a consegna, il che corrisponde all’80% rispetto alla contrattazione collettiva. Questa incriminazione sarebbe potuta succedere se il potere giudiziario fosse colluso con un potere politico, che tendesse a difendere gli amichetti della propria fazione invocando i tre gradi di giudizio e aspettando le prescrizioni?

Nel Salento l’arco degli innamorati, cioè l’arco dei faraglioni di Sant’Andrea, è franato in mare a causa delle violente mareggiate e delle piogge dei giorni scorsi. In Sicilia, Calabria e Sardegna l’erosione delle coste per analoghi motivi ha determinato fenomeni anche più drammatici e dannosi. Quanto servono le mancette erogate dal governo come intervento di emergenza? Quando ci si accorgerà che esistono precise responsabilità politiche e che, se la politica non si sveglia, deve intervenire la Magistratura?

In Svizzera un treno è deragliato a causa di una valanga e a Courmayeur tre sciatori, travolti da una valanga staccatasi da un canalone, sono morti; un altro sciatore è morto ieri travolto da una valanga. Il riscaldamento globale altera significativamente il rischio valanghe, riducendolo a basse quote, ma aumentandolo in alta quota a causa della maggiore instabilità della neve; cala dunque il numero di valanghe di neve asciutta, sostituite da un incremento di valanghe di neve bagnata, spesso più pesanti e distruttive, specialmente sopra i 1800-2000 metri. Altri due fenomeni aumentano il rischio di valanghe: il ritiro dei ghiacciai amplia le aree a rischio di valanghe e l’alternanza tra ondate di freddo e improvvisi rialzi termici accelera la formazione di strati di neve instabili. Ascolterà l’uomo questi e i tanti altri segnali che la Natura indirizza all’uomo per la sua sopravvivenza?

L’Italia ha pagato, nel 2024, 888 milioni d’euro in multe europee per le infrazioni sull’ambiente e le multe probabilmente aumenteranno nella valutazione del 2025 e nel 2026. Quando il potere esecutivo avrà il coraggio di smettere di fare propaganda e si assumerà le sue responsabilità?

Gli ultimi report internazionali (2024-2025) indicano che il cambiamento climatico sta accelerando più rapidamente del previsto, con il periodo 2023-2025 che ha superato temporaneamente la soglia critica di 1,5°C di riscaldamento rispetto all'era pre-industriale. Gli oceani continuano a riscaldarsi a ritmi record, assorbendo oltre il 90% del calore in eccesso. I ghiacciai si sciolgono a un ritmo allarmante e l’estensione del ghiaccio marino antartico ha raggiunto minimi storici. I report dell’Organizzazione Metereologica Mondiale (WMO) evidenziano un aumento esponenziale di eventi meteorologici estremi: ondate di calore più lunghe e intense, siccità prolungate e alluvioni devastanti. Il superamento temporaneo di 1,5°C espone a rischi elevati (high risks) e a impatti irreversibili su ecosistemi e società, come la perdita di biodiversità e la scarsità idrica. È aumentata la mortalità legata al calore e malattie infettive; è diminuita la resa delle colture a causa di siccità e inondazioni; l’innalzamento del livello del mare e il maltempo arrecano danni crescenti a proprietà e infrastrutture. Nonostante ciò, i report indicano segnali positivi nella transizione energetica, con il calo dell'uso di carbone e l'aumento delle rinnovabili, ma a un ritmo ancora troppo lento. Potrà mai l’Italia succube di Trump assicurare l’autonomia energetica con le fonti rinnovabili?

È evidente che nel mondo malato condiviso l’emergenza sta prendendo sempre più il posto della gestione giorno per giorno e, quindi, della prevenzione. Ne consegue un sempre maggiore impoverimento di fronte alle catastrofi naturali e alle catastrofi che conseguono alla guerra, alla fame, alla privazione del cibo, dell’acqua e dell’energia.

Le catastrofi naturali non sono poi così naturali, se manca la prevenzione, che comprende tutte le misure volte a evitare che un evento pericoloso si trasformi in una catastrofe o a minimizzarne l'impatto; in questo caso la prevenzione include la pianificazione territoriale (evitare costruzioni in zone a rischio), l'adeguamento sismico degli edifici, la pulizia degli alvei dei fiumi, la creazione di sistemi di allerta precoce (early warning systems) e la mappatura delle zone vulnerabili.

La prevenzione delle catastrofi minori prodotte dall’uomo si concentra su norme di sicurezza severa, manutenzione delle infrastrutture, regolamentazione dello smaltimento rifiuti e gestione dell’inquinamento. Un adeguato sistema di ispezione e una magistratura non assoggettata a un potere politico che protegge i colletti bianchi sono gli strumenti fondamentali per ridurre la vulnerabilità e aumentare la resilienza del territorio e delle comunità.

Ma poi ci sono le catastrofi maggiori, quelle prodotte dal narcisismo malato dei super-ricchi che intendono sostituire etnicamente e culturalmente i poveri attraverso guerre, carestie, scarsità idrica e energetica. Succede così - ad esempio in Palestina, in Cis-Giordania, a Cuba e in altre parti del mondo - che i poveri si ammalino e muoiano più facilmente, mentre i ricchi programmano ricostruzioni per il loro turismo o per la loro espansione economica e si servono della loro assicurazione per pagarsi la cura delle loro malattie. I ricchi possono così rinchiudersi in fortini o isole, dove esprimere la propria povertà interiore.

Diventa sempre più evidente che l’emergenza e la prevenzione si contrappongono per un diverso modo di sentire il tempo: tempo di minaccia di morte vs tempo di ragionevolezza della vita.

Quello che sto descrivendo è una delle tante teorie del complotto o è un’analisi critica radicale del capitalismo globale?

Evidenze strutturali mostrano come la disuguaglianza economica e climatica crei situazioni di estrema vulnerabilità per i poveri. Studi evidenziano che l’80% delle persone esposte a eventi meteorologici estremi vive in condizioni di povertà, creando una forma di dipendenza dove i ricchi, avendo più risorse, riescono a proteggersi o adattarsi, mentre i poveri subiscono i danni peggiori; i super-ricchi hanno, inoltre, un’emissione climalterante con impatto enormemente superiore rispetto alla media, contribuendo indirettamente alla crisi che colpisce i più vulnerabili. Guerre e conflitti per il controllo di sorgenti d'acqua o risorse naturali rappresentano una realtà in cui la lotta per la sopravvivenza dei poveri è spesso legata a dinamiche di profitto di pochi. Il commercio di armi e i conflitti armati, spesso guidati da interessi economici dei ricchi, portano alla distruzione e alla povertà, creando una dipendenza forzata da aiuti esterni o nuove forme di sfruttamento. Il capitalismo transnazionale manipola gli equilibri sociali ed economici per concentrare la ricchezza, impoverendo le fasce più deboli.

E allora, ripeto, si tratta di idee complottistiche dei poveri o si tratta di capitalismo globale? Troveremo una risposta solo quando saremo abbastanza impoveriti anche noi?

Adolfo Santoro

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