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Cronaca martedì 19 maggio 2020 ore 10:38

Un figlio col 15enne, il pm chiede 7 anni di carcere

Battute finali per il processo contro la donna che ha avuto un figlio da un ragazzo a cui dava lezioni di inglese. Chiesti 2 anni anche per il marito



PRATO — E' attesa nei prossimi giorni la sentenza del processo di primo grado in cui è imputata una donna di 31 anni accusata di violenza sessuale nei confronti di un adolescente a cui dava ripetizioni di inglese e dal quale ha avuto un figlio.

La pubblica accusa, nell'udienza di ieri, ha chiesto per la donna sette anni di carcere e due anni per il marito, accusato di alterazione di stato civile per aver registrato all'anagrafe come suo il figlio del quindicenne pur essendo a conoscenza della verità. La coppia ha un bambino più grande, figlio del marito, come ha dimostrato l'esame del dna.

Le accuse a carico della 31enne ruotano intorno a quando si è consumato il primo rapporto sessuale con il ragazzo: secondo le ricostruzioni dell'accusa, quando quest'ultimo non aveva ancora compiuto 14 anni, secondo la difesa dopo questo termine. La differenza è sostanziale: secondo la legge italiana, i rapporti consumati da un adulto con un minore di 14 anni si configurano sempre come violenza sessuale, con pene molto severe.

Dal canto suo il ragazzino ha sempre raccontato che la relazione è iniziata nel Giugno del 2017, quando aveva 13 anni, durante una delle lezioni di inglese che la donna, conosciuta dai suoi genitori in palestra, gli dava a domiclio.

L'inchiesta è iniziata quando la madre del quindicenne, insospettita dall'atteggiamento preoccupato del figlio, è riuscita a farsi raccontare l'intera vicenda e subito dopo ha sporto denuncia. Agli atti anche numerose testimonianze e un fitto scambio di sms fra la 31enne e il ragazzo. In alcuni di questi messaggi, inviati nelle ultime settimane della relazione, la donna dichiarava di essere pronta a raccontare a tutti chi era il vero padre del suo secondo figlio se il quindicenne avesse interrotto gli incontri.



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