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venerdì 23 agosto 2019

Cronaca giovedì 25 luglio 2019 ore 14:30

Il tarlo asiatico attacca i giardini

Al via l'intervento per debellare il parassita. Lunedì inizia l'abbattimento delle piante contagiate. Sanzò: "Una decisione dolorosa"



PRATO — Il tarlo asiatico ha attaccato i giardini di via Baracca. L'intervento straordinario per debellare il parassita, secondo l'obbligo disposto dalla Regione Toscana, prevede il taglio degli alberi contagiati.

L'Anoplophora chinensis, conosciuto anche come tarlo asiatico, era già stato trovato nel 2014 a Galciana ed è un organismo pericoloso per le piante. Infatti per obbligo di legge tutte le piante contagiate vanno abbattute. L'intervento è già cominciato ma l'abbattimento degli alberi contagiati inizierà lunedì 29 luglio.

"Le piante e gli arbusti infetti o posti nel raggio di 100 metri dagli alberi contagiati sono 46  - si legge in una nota del Comune- e successivamente verranno sostituiti da 50 alberi resistenti al tarlo asiatico. L'amministrazione comunale a tale scopo intende avviare un percorso partecipativo per la progettazione del nuovo giardino. Le operazioni per impedire la diffusione dell'insetto consistono nell'abbattere l'albero e distruggere il materiale legnoso. Successivamente il ceppo che rimane verrà trattato con appositi prodotti e coperto con una retina in modo da poter controllare se l'insetto è stato debellato, a seguire ci saranno quattro anni di monitoraggio da parte della Regione Toscana".

"È una decisione dolorosa - ha dichiarato l'assessore Cristina Sanzò - ma non possiamo rischiare che l'infestazione di questo insetto si propaghi. E' una prescrizione che dobbiamo seguire. Comunicheremo nel modo più efficace possibile le operazioni in programma e a settembre inizieremo un percorso partecipativo con i cittadini per progettare i nuovi giardini".

Il tarlo asiatico è un coleottero inoffensivo per l'uomo ma molto pericoloso per le piante perchè le larve scavano profonde gallerie alla base del tronco e nelle radici per nutrirsi del legno e quando completano la metamorfosi gli adulti fuoriescono dal tronco provocando dei fori di uscita del diametro di 15mm. La conseguenza di questi danni è il deperimento della pianta. Le piante a rischio sono numerose, in modo particolare le specie arboree latifoglie, ad esempio: aceri, ippocastani, betulle, noccioli, faggi, platani, querce, salici, olmi e lagerstroemie ma possono essere attaccati anche arbusti molto comuni come: rose, rododendri, cotoneastri e laurocerasi in aggiunta alberi da frutto come meli e peri.

"I giardini di via Baracca sono stati attaccati da questo parassita asiatico - ha detto il tecnico fitosanitario di Prato e Pistoia della Regione Toscana Giovanni Vettori -, regolamentato sia a livello italiano che europeo. Per fare un paragone più conosciuto questo insetto ha la stessa pericolosità della Xylella, soltanto che in questo caso è più facile provvedere ad eliminarlo. Qui in Toscana abbiamo già avuto dei casi come ad esempio quello di Galciana nel 2014 e siamo riusciti a debellarlo".

Per comabattere la presenza del Tarlo asiatico è necessario segnalare tempestivamente al Servizio Fitosanitario Regionale la presenza di insetti, adulti o di piante con sintomi di attacco,che successivamente provvederà alla verifica del caso segnalato e all’eventuale abbattimento della pianta.



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