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giovedì 18 luglio 2019

Attualità lunedì 06 maggio 2019 ore 11:55

L'ombra della luce

62 scatti nel libro fotografico di Fabrizio Tempesti, realizzato in collaborazione con l’Unione italiana ciechi e ipovedenti. Sabato la presentazione



PRATO — "Davvero una sfida emozionante riuscire a rendere comprensibile la disabilità visiva con un mezzo che è prettamente visivo". Con queste parole, la presidente della sezione pratese dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti Stefania Scali annuncia la presentazione del libro fotografico L'ombra della luce, di Fabrizio Tempesti.

Realizzato con il Patrocinio del Comune di Prato e con la collaborazione dei Soci dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, vede anche il contributo dell'attrice Pamella Villoresi.

Il volume, composto da 62 foto e testimonianze, sarà presentato sabato 11 maggio alle 17 nella sala consiliare del Comune (in piazza del Comune 2).

“Fabrizio Tempesti, fotografo per passione, ci ha seguiti nelle nostre varie attività, cogliendo con la sua sensibilità momenti della vita di tutti i giorni - sottolinea Scali- in famiglia, nel lavoro, nello sport, nel tempo libero. Davvero una sfida emozionante riuscire a rendere comprensibile la disabilità visiva con un mezzo che è prettamente visivo. Sicuramente abbiamo intrapreso una singolare avventura".

"È stata coinvolta Dunia Sardi, scrittrice di grande sensibilità, che ha scritto l’introduzione al volume - prosegue la presidente-. Con il suo contributo, l’Assessore alla Istruzione Pubblica e alle Pari Opportunità Mariagrazia Ciambellotti ci ha voluto manifestare la sua vicinanza ed il suo sostegno anche attraverso le pagine di questo libro. Per ultimo, ma non ultimo, anche il contributo di Pamela Villoresi, artista di grande livello, oltre che carissima conoscente, ha ulteriormente arricchito le pagine di questa pubblicazione. Sarà quindi una vera soddisfazione se il libro riuscirà, anche in modo parziale, a far conoscere la vita dei non vedenti e degli ipovedenti, sensibilizzando quanti si avvicineranno a noi attraverso questo strumento".

"In questi racconti, così personali e autentici, molti sono gli aspetti che mi hanno colpita -conclude Scali- Lascio a ciascuno adesso la scelta di ciò che più tocca le corde remote del cuore, l’unico vero organo visivo della nostra vita”.



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