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Attualità lunedì 08 febbraio 2021 ore 20:02

Il prefetto in visita all'ospedale

la visita del prefetto

Tappa al Santo Stefano per Adriana Cogode, da settimane impegnata in un giro di conoscenza diretta del territorio. Il suo plauso ai sanitari



PRATO — Tappa all'ospedale Santo Stefano per il prefetto di Prato Adriana Cogode, da settimane impegnata in un giro di conoscenza diretta del territorio. Il suo plauso è andato ai sanitari, a cui ha riservato "un caloroso saluto e le congratulazioni per il massimo impegno e la dedizione nella cura dei pazienti". 

"A voi affidiamo la nostra salute e quella dei nostri familiari", ha sottolineato Cogode. Ad accoglierla nel presidio erano presenti il direttore Daniela Matarrese, rappresentanti della direzione sanitaria ed infermieristica, direttori delle strutture delle aree medica, chirurgica, materno infantile, critica, oncologica, medicina fisica e riabilitativa, servizio di prevenzione diagnosi e cura ed area dei servizi oltre al presidente del Centro dei diritti del Malato Fabio Baldi ed Elisabetta Marcucci.

Il prefetto ha mostrato particolare interesse per il modello organizzativo applicato nell’ospedale, per la capacità di preparazione e programmazione delle attività rispetto alle esigenze durante l’emergenza Covid-19, particolarmente importanti davanti alla campagna vaccinale di massa. Per pianificarla sono già nell’agenda del direttore dell’ospedale diversi incontri. A Prato il Centro principale individuato per la vaccinazione è l’ex Creaf e probabilmente già da questo fine settmana, non appena la Regione Toscana indicherà le categorie e la disponibilità delle dosi di vaccino, sarà possibile dare avvio alla seconda fase della campagna vaccinale. Il team dei vaccinatori è composto da un medico, due infermieri ed un assistente sanitario.

“Ho visitato l’ospedale – ha detto il prefetto al termine della visita e dei vari interventi – ma il momento più significativo è stato l’incontro con i sanitari. Ho trovato efficienza, lavoro di squadra ed una forte coesione. Mi ha colpito la capacità di mettere a fattore comune le rispettive professionalità per fare in modo che il paziente possa seguire il percorso di cura più appropriato. La grande passione è sicuramente la risorsa per supportare lo sforzo fisico e mentale che medici ed infermieri sostengono da oltre un anno".

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